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Italiani un popolo di creduloni e la politica alimenta le fake news sulle slot

(Jamma) Il 56% degli italiani ha ammesso di aver creduto a una falsa notizia letta su internet. E di questi il 23% ha addirittura condiviso il contenuto contribuendo dunque alla diffusione della bufala. Solamente il 22% ha affermato di non essere mai stato ingannato.
E’ questo il rapporto tra gli italiani e l’informazione ‘farlocca’ secono quanto emerge da un sondaggio Demos-Coop ha fatto finalmente luce sul fenomeno delle fake news nel nostro Paese. Dalla ricerca emergono anche altri dati molto interessanti. Il primo riguarda il solco profondo che ormai è stato scavato tra la rete e l’informazione cartacea: il dato di quelli che si informano sul web è salito al 63% mentre quelli che lo fanno sui giornali cartacei è crollato al 17%. Dala ricerca emerge anche che l’ascesa del web è inarrestabile. Il 78% degli italiani usa internet e di questi ben il 58% ormai lo fa quotidianamente, anzi si può dire che è sempre connesso grazie all’utilizzo degli smartphone. Contrariamente alle aspettative non sono le persone con bassa scolarizzazione ma al contrario sono i giovani con buone basi culturali. Interessanti anche i dati sulla penetrazione delle bufale per orientamento politico. Hanno affermato di aver creduto ad una fake news il 33% dei simpatizzanti del Pd, il 37% della Lega, il 49% di Forza Italia e addirittura il 52% di quelli del Movimento 5 stelle che quindi risultano essere i più creduloni.
E’ in questo contesto che si inserisce l’allarme sulla diffusione delle slot in Italia e i rischi del gioco d’azzardo patologico con un continuo rimando a notizie e informazioni palesemente false ma evidentemente funzionali all’opera di disonformazione alla quale stiamo assistendo. Ultima l’indagine sul mercato delle slot diffuso dal Gruppo L’Espresso. Presupposti sbagliati, informazioni parziali e titoli ‘forzati’ per creare un clima di allarme. E, cosa ancora più grave, senza che il regolare  intervenga per chiarire sull’utilizzo dei dati forniti.
Quali conclusioni trarre dai numeri emersi dallo studio Demos-Coop? La prima è che sbagliano coloro che tendono a minimizzare il fenomeno delle fake news. I dati dimostrano l’esatto contrario: la maggioranza degli italiani ci casca. Le conseguenze possono essere molto gravi perché spesso le bufale sono costruite ad arte per distruggere l’immagine di un personaggio politico, o come nel caso delle slot, di un settore. Non è un caso che che Matteo Renzi ne ha fatto uno dei temi chiave della campagna elettorale del Pd annunciando la pubblicazione di un report ogni 15 giorni ‘sulle schifezze’ che troviamo in rete. Ma sappiamo benessimo, purtroppo, che delle slot non parlarà. mc
LINK: https://www.jamma.tv/cronache/italiani-un-popolo-creduloni-la-politica-alimenta-le-fake-news-sulle-slot-113296
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Dati di gioco sul comparto apparecchi, AsTro: “Si completi l’informazione con tutti i dati”

(Jamma) – “A fronte dell’iniziativa assunta da Geda Gruppo Editoriale (del gruppo CIR spa), di cui si rimarca l’utilità per la facile accessibilità e la chiarezza dei dati, benché parziali messi a disposizione del pubblico, si deve rimarcare quanto segue” scrive in una nota AsTro.
“Enunciare solo il dato del “giocato” ovvero di quanto movimentato al gioco dall’utenza, omettendo il dato delle vincite (che gli apparecchi leciti retrocedono obbligatoriamente), diffonde una informazione incompleta che genera una percezione falsa. Abbinare il “termine bruciati” al dato del giocato e non a quello della “perdita” (si pensi al dato nazionale della raccolta lorda complessiva di 96 miliardi euro) induce a far pensare che – eliminato il gioco – gli italiani diventino improvvisamente “ricchi”, e che il Paese possa risparmiarsi 3 leggi di stabilità. Non è certamente questo un messaggio che “responsabilmente” possa essere veicolato e auspicato di consolidamento in un Paese che annovera tante e tali difficoltà e criticità.
Un esempio chiarirà la nota di precisazione: nel 2016, nel Comune di Milano (che come l’applicazione ci ricorda, genera 602,8 milioni di euro di giocato alle AWP e 817,1 milioni di giocato alle VLT), il milione di abitanti maggiorenni (la precisazione ci permettiamo di farla noi scomputando dalla popolazione i minorenni, benché ampiamente compensati dagli adulti migranti che il censimento GEDA non annovera) hanno speso: alle AWP 602, 8 – (71,5% percentuale di pay out del 2016 = 431 milioni) = 171, 79 milioni di euro; alle VLT 817, 1 – ( 88% percentuale di pay out del 2016 = 719,04 milioni) = 98,05 milioni di euro;
Il milione di maggiorenni ha quindi “speso” (e quindi bruciato, se vogliamo utilizzare la medesima terminologia del gruppo GEDA) la seguente cifra: alle AWP 47 centesimi al giorno pro-capite e alle Vlt: 26,84 centesimi al giorno pro-capite.
Ci rendiamo conto che il sensazionalismo di questi ultimi dati “scema” sino a livelli di assoluta incompatibilità con il clima di allarme sociale che si vuole collegare alla spesa di gioco agli apparecchi, ma se si vuole far percepire un dato relativo alle “somme bruciate”, non si può che accedere al dato della perdita effettiva al gioco, e non a quello della raccolta lorda.
Ci auguriamo pertanto, che la competenza e la bravura degli ideatori della applicazione possano presto implementarla attraverso il completamento dei dati segnalati. In tal modo si fornirà a tutte le Amministrazioni Locali (e ai cittadini) un valido strumento di analisi su un fenomeno che sicuramente merita di essere conosciuto” conclude AsTro.
LINK:https://www.jamma.tv/associazioni/dati-gioco-sul-comparto-apparecchi-astro-si-completi-linformazione-tutti-dati-113297

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Gratta & Vinci, l’avvocato Asteriti: “Probabilità di vincita incomprensibile e ingannevole”

In: Lotto&Lotterie
28 gennaio 2016 - 10:59

Dado
(Jamma) – “I gratta & vinci non sono, come vorrebbero farci credere, un gioco innocuo, quasi nemmeno azzardo, adatto anche a bambini e ragazzi. ” afferma l’avvocato Osvaldo Asteriti.

“Il 21 gennaio è nata “Dado Sette”, la nuova lotteria nazionale a estrazione istantanea. A gennaio 2015 i gratta e vinci attivi erano “solo” 53, oggi sono 60, con un incremento in un anno del 13%. Il prezzo del biglietto è di 2 euro e il primo lotto distribuisce 40 milioni e 800 mila biglietti, con un payout del 63%. Nel montepremi il solito meccanismo micidiale. 5 premi da 100.000, con una probabilità di vincita di un biglietto ogni 8.160.000, lo 0,00001% del totale, ma più di 5 milioni e 700 mila “premi” da 2 euro, oltre a 5 milioni da 5 euro, più di un milione da 7 euro e ancora premi da euro 10, 14, 20, 40, 50, 80, 100. I premi da 2 a 50 euro sono il 99,96% di tutti i premi in palio.

Nonostante il nome che invoglia – prosegue Asteriti – chi gratta per vincere, rimane deluso. Il premio medio, ammonta a … 1 euro e 26 centesimi, meno del prezzo del biglietto, che costa due euro. Il layout del biglietto, come al solito, una parata di ingannevolezze e illegalità. Le informazioni obbligatorie, divieto di gioco ai minori e avvertimento sul rischio dipendenza, sono posti strategicamente sul retro del tagliando, lontani dall’area di gioco e dall’attenzione dei giocatori. La probabilità di vincita, pure obbligatoria, viene fornita in modo incomprensibile, ingannevole, “in media” e “per fasce di premio”.

La prima “fascia” contiene i premi “fino a euro 500” e la probabilità di vincita viene indicata in “un biglietto ogni 4,03”, senza specificare che per i premi da 50, 80 e 100 euro, compresi nella fascia, la probabilità di vincita è un biglietto su 80.000. Eppure, per rispettare la legge, facendo professione di legalità, basterebbe indicare la probabilità di vincita relativa ad ogni singolo premio in palio accanto al loro importo, nella tabella “Tanti premi da vincere”, come abbiamo fatto noi nel fac-simile di biglietto inviato ai monopoli e al concessionario” conclude l’avvocato.

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Leonardo Montalbano
Delegato FIDART
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